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KAMCHATKA
Fino agli anni ’90 praticamente interdetta agli stranieri così come agli stessi russi, per motivi di sicurezza ed in parte per motivi di preservazione della natura: è anche grazie a questa condizione se la regione si presenta ancora oggi in uno stato semiprimitivo.
La penisola di Kamchatka, molto più vicina all’Alaska che a Mosca, tra il Mare di Okhotsk e l’Oceano Pacifico, rappresenta uno dei più estremi distretti della Russia Orientale. Forse uno dei posti più primitivi al mondo, è conosciuta come “la terra del fuoco e del ghiaccio” per i suoi 414 ghiacciai e 160 vulcani (di cui 29 ancora attivi). I suoi fiumi offrono siti di riproduzione ad una delle più grandi popolazioni di salmoni del mondo e sul suo territorio vive una fauna che conta 60 specie di mammiferi e più di 160 specie di uccelli, tra le quali diversi rapaci e innumerevoli specie legate al mare. Gran parte della popolazione vive nell’area costiera, la presenza dell’uomo è molto limitata (densità inferiore ad un abitante per chilometro quadrato). Le popolazioni indigene sono rappresentate dagli Even, gli Itelmen, i Koryaks, i Chukchis, gli Aleutini.
Alcune di queste sono tutt’ora legate agli stili di vita tradizionali, vivendo di caccia e di pesca, talune ancora adottando la vita nomade al seguito dei branchi di renne.
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